Greenwashing: l’intervento della commissione Europea

Misurare e valutare i claim di sostenibilità ambientale con il Green Consumption Pledge

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L’Unione Europea interviene sul tema del Greenwashing conducendo un’indagine sugli store online e individuando eventuali casi di greenwashing.

GREENWASHING: COS’È?
La parola greenwashing è un neologismo inglese che indica la pratica, adottata nelle strategie di comunicazione aziendali, di costruire un’immagine positiva di sé, ingiustificatamente, sotto il profilo della sostenibilità ambientale. Lo scopo di questa pratica, che in italiano viene tradotta come ecologismo di facciata o ambientalismo di facciata, è quella di distogliere l’attenzione dagli impatti negativi che le attività di business hanno sull’ambiente.

L’INTERESSE DELLA COMMISSIONE EUROPEA IN MATERIA DI GREENWASHING
Il 28 gennaio 2021, la Commissione Europea, ha pubblicato i risultati di un’indagine, svolta durante il 2020, sulle violazioni del diritto comunitario in materia di tutela dei consumatori nei mercati online. È proprio sul greenwashing che si è concentrata l’indagine condotta. L’indagine ha analizzato i claim ecologici presenti online in vari settori dei beni di consumo come abbigliamento, cosmetica ed elettrodomestici. L’analisi ha previsto uno screen generalizzato e ad ampio spettro dei claim di sostenibilità presenti online e ha approfondito casi particolarmente dubbi.

Fig 1: Fonte https://ec.europa.eu/info/live-work-travel-eu/consumer-rights-and-complaints/enforcement-consumer-protection/sweeps_en%232020-sweep-on-misleading-sustainability-claims

Nel 42% dei casi vi è motivo di ritenere che le affermazioni presenti sono esagerate, false e/o ingannevoli per il consumatore e possono configurare pratiche commerciali sleali a norma del diritto comunitario.

RISULTATI DELL’INDAGINE
Le autorità nazionali di tutela dei consumatori hanno contribuito ad individuare 344 claim ambientali, riguardo prodotti o servizi disponibili online, particolarmente dubbi. La valutazione di questi claim è stata effettuata andando a verificare diversi aspetti come la descrizione degli impatti ambientali rilevanti legati al prodotto/servizio, qualora presente, e la disponibilità diretta o meno di queste informazioni:

  • nel 57,5% dei casi le informazioni presenti non erano sufficienti a dimostrare la veridicità del claim di sostenibilità;
  • nel 37% i claim sono stati definiti non affidabili perché contenenti espressioni vaghe come “eco-sostenibile”, “rispettoso dell’ambiente”, “cosciente verso l’ambiente”, “sostenibile”. Queste affermazioni, prive di alcun supporto quantitativo, contribuiscono a dare l’idea che il prodotto/servizio abbiano impatto negativo nullo (o solo impatto positivo) sull’ambiente;
  • nel 59% dei casi, le autorità hanno verificato come il commerciante non abbia fornito facilmente informazioni per la valutazione del claim;
  • nel 76% dei casi, però, il claim è espresso in linguaggio chiaro e comprensibile;
  • il 2% dei claim suggeriva che il prodotto o il servizio era stato approvato e autorizzato da un ente pubblico o privato mentre ciò non corrispondeva a realtà.

GREEN CONSUMPTION PLEDGE
L’iniziativa europea dal titolo Green Consumption Pledge è una iniziativa che mira a spingere, attività di business in ogni settore dell’economia (ad esclusione delle compagnie che operano esclusivamente nel settore alimentare che avranno un codice di condotta dedicato), a intraprendere un percorso di riduzione della propria carbon footprint, per produrre e vendere prodotti più sostenibili e aumentare la consapevolezza ambientale dei consumatori.

Il Green Consumption Pledge si basa su cinque aspetti chiave:

  1. calcolare la carbon footprint dell’azienda e della supply chain utilizzando le metodologie raccomandate dalla Commissione europea (ad esempio lo strumento metodologico della Life Cycle Assessment) per mostrare gli obiettivi di riduzione delle emissioni serra antropogeniche come previsto dall’Accordo di Parigi sul clima;
  2. calcolare la carbon footprint di uno (o più) tra prodotti di punta (flagship) dell’azienda per monitorarne la riduzione e darne pubblica evidenza;
  3. impegnarsi ad aumentare nel corso degli anni la percentuale di fatturato che deriva dai prodotti (flagship) individuati sul totale del fatturato dell’azienda e divulgare l’andamento di questo rapporto al pubblico generale;
  4. impegnarsi a dedicare parte delle spese per “pubbliche relazioni” aziendali a pratiche o cause sostenibili presso le parti interessate o il pubblico generale, coerentemente con l’attuazione delle politiche/azioni dell’European Green Deal;
  5. assicurarsi di fornire ai consumatori informazioni, sulle carbon footprint di azienda e prodotti, di facile accesso, precise, chiare e aggiornate nel tempo.

Le prime tre rappresentano la Parte I e le seconde due rappresentano la Parte II. Chi vuole aderire a questo percorso di sostenibilità promosso tramite il Green Consumption Pledge deve rispettare la Parte II (punti 4 e 5) e uno tra punto 1 e punto 2.

Figura 2 – fonte: Bence Balla Schottner

IL PERCORSO DI SOSTENIBILITÀ DI FLESSOFAB
Flessofab è fortemente orientata al quantificare la propria sostenibilità e fornire informazioni tangibili e verificabili riguardo la sostenibilità ambientale dei propri prodotti. Da tempo è stato avviato un percorso green e, di seguito, si elencano alcuni degli step affrontati/da affrontare:

  • Analisi di mercato delle materie prime per valutare i possibili sostituti dei polimeri non eco-sostenibili
  • Sviluppo con fornitori di piani di miglioramento dei potenziali polimeri da utilizzare in ottica green
  • Test di stampa, laminazione per verificare eventuali benefici di produzione (riduzione dispendio energetico, miglioramento delle fasi produttive, riduzione degli scarti e miglioramento della qualità dello scarto)
  • Test di confezionamento per verificare eventuali benefici di produzione (produttività linea e bilancio energetico)
  • Test di shelf life per valutare aumento della vita di scaffale e riduzione del rifiuto alimentare
  • Riduzione dello spessore dell’imballaggio per miglioramento del valore della quantità di plastica conferita a discarica nel post utilizzo
  • Selezione di fornitori alternativi dei materiali Green al fine di ottimizzare timing consegna e vicinanza
  • Sviluppo interno prodotto Green pack
  • Piano di analisi per accertare la qualità del rifiuto secondo 10667-2 10667-3
  • Piano MKT e piano commerciale per promozione dei prodotti Green pack
Autore
Rosario Tolomeo

Laureato in Ingegneria Chimica. Ingegnere abilitato dal 2018.
Ingegnere di processo e consulente prima, Ph.D. Student in Industrial Engineering, presso l’Università degli Studi di Salerno, su veicoli elettrici e batterie al litio ora. Autore su energycue.it da maggio 2019. Segretario e responsabile della comunicazione presso adiunisa.it.
Appassionato di tecnologia, scienza, Giappone, energia e sostenibilità a tutto tondo.

Fonti
Articoli